Programma di Mentorato SWIP Italia

SWIP Italia offre un programma di mentorato “mirato” rivolto a dottorande e ricercatrici in filosofia. A differenza di altri programmi di mentorato istituzionali (per l’Italia, si veda il programma GENOVATE all’Università Federico II) o disciplinari (ad esempio quello associato a The Philosophers’ Cocoon o il mentoring scheme di SWIP UK), che comportano una relazione di mentorato di medio o lungo termine, il programma di mentorato SWIP Italia segue una formula di mentorato già adottata da SWIP Germany, e più recentemente da MAP UK, interna alla disciplina e “focalizzata” sul breve e medio termine. Il programma offre alle mentee l’opportunità di una consultazione riguardo a una questione specifica (per esempio, domande di borse post-dottorato, concorsi, abilitazione scientifica) con ricercatrici e ricercatori che abbiano maturato le competenze richieste. Gli accoppiamenti proposti fra mentore e mentee non tengono conto dell’età anagrafica, essendoci sembrato fruttuoso l’incrocio fra generazioni. La possibilità di essere mentore è aperta tanto a donne quanto a uomini. La possibilità di essere mentee è riservata alle donne; le mentori possono anche essere mentee. I requisiti necessari per poter partecipare al programma in qualità di mentee sono i seguenti:

  1. Nazionalità italiana o studi/posizione accademica in Italia
  2. Dottorato in corso o conseguito 
  3. Identificazione col genere femminile

In base alle informazioni fornite in fase di adesione al programma, l’abbinamento mentore-mentee cerca di rispecchiare le esigenze delle mentee e le disponibilità delle/i mentori. L’altro importante criterio per l’abbinamento è l’appartenenza a un diverso Settore Scientifico Disciplinare (SSD) e l’affiliazione (passata e presente) a università o istituti di ricerca diversi, al fine di minimizzare potenziali conflitti di interesse. Le combinazioni mentore-mentee sono confidenziali: l’identità di mentore e mentee non sarà accessibile pubblicamente.

Sebbene il programma sia focalizzato sul breve termine, un certo grado di flessibilità è tuttavia inevitabile, e la decisione rispetto ai dettagli specifici della relazione di mentorato viene lasciata alla mentee e al/la su/a mentore. Il piano approssimativo che SWIP Italia consiglia di seguire è il seguente:

  1. Uno scambio iniziale di email per dare alla mentee l’opportunità di descrivere la propria situazione e specificare l’argomento su cui si richiede la consultazione (ad es., domande per borse post-doc o posizioni tenure-track all’estero) e al/la mentore di definire i termini della consultazione (posso consigliarti su X e Y, ma non su Z, e sono disponibile a dedicarti tot tempo in tal periodo).
  2. L’eventuale condivisione di materiale (ad es., la bozza di una domanda da parte della mentee, o un progetto con esito positivo da parte del/la mentore), con l’esclusione di articoli o capitoli di tesi.
  3. L’incontro Skype o telefonico per ricevere un feedback verbale sul materiale condiviso, discutere le strategie per la presentazione delle candidature e i colloqui.
  4. Un follow-up con SWIP Italia (da parte di mentee e mentore) per valutare l’esperienza.

Oltre alla consultazione individuale con la/il propria/o mentore, le mentee hanno anche l’opportunità di essere messe in contatto tra loro ed partecipare alla rete di peer-mentoring SWIP Italia.

Per partecipare al programma si prega di compilare i moduli di adesione Mentore e Mentee. Per saperne di più sui programmi di mentorato europei e sul contesto italiano, si veda il report dell’intervento di Ingrid Salvatore (Università di Salerno e SWIP Italia) in occasione della tavola rotonda a termine del primo convegno SWIP Italia.